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23 aprile 2018

Il profumo della primavera


Ammassi di neve ormai sporca si sciolgono in rigagnoli d’acqua fangosi. Le ore di luce sono aumentate, il sole scalda il terreno, nutre il cuore della terra. La Grande Madre è contenta, restituisce tappeti di fiori. 

I rami dei faggi iniziano ad aprirsi ai germogli. La vita è nell’aria in un tripudio di colori e profumi, nei boschi i canti degli uccelli.

Primavera come acqua che bagna di vita, nodo di emozioni nella rinascita di prati, pascoli e boschi. Rigagnoli come vene argentee, brucio al sole delle mie emozioni perché della Natura io sono parte. 

Con Mariella e Renato ammiriamo tutta la bellezza che ci circonda respirando l’azzurro del cielo e gli umori della terra umida. Nei nostri discorsi immagini, emozioni credute sepolte per sempre riaffiorano con prepotenza.
Lontano dai frastuoni della quotidianità camminiamo insieme nel verde, sentendoci davvero liberi. 

22 ottobre 2017

Foglie d'autunno


Ci pervade una gioia intima nell’ultimo sole che ci avvolge in un abbraccio sereno. 
I nostri passi muovono tappeti di foglie croccanti e fruscianti, ognuno se ne sta ad ascoltare il silenzio di questo cimitero su cui passeggiare. 
Il respiro della terra ci avvolge nelle foglie che piovono come coriandoli e attraversano colori che si mescolano al vento sul sentiero. Noi come bambini, stupiti, ammiriamo questo spettacolo che non tradisce mai. 
Storie di bosco e riflessi dorati, emozioni nuove in questa stagione dell’anima. Stagione di trasformazioni silenziose e sommesse. 
L’autunno prepara la primavera ai suoi germogli ed in fondo siamo tutti foglie d’autunno.

6 dicembre 2015

No climate changes



L’aria è frizzante, respiro il profumo della neve caduta da poco. L’aria è per l’uomo la più preziosa risorsa. Riusciamo a sopravvivere per settimane o anche per mesi senza cibo e per giorni senz’acqua, ma anche pochi minuti senz’aria possono mettere a repentaglio la nostra vita. Dal Piano Alto di Vacquarro l’atmosfera diventa ancora più ovattata. Sto partecipando alla “Marcia Globale per il Clima” come Guida Ufficiale del Parco Nazionale del Pollino, insieme ai volontari del Soccorso Alpino e a molti attivisti ed associazioni, tra cui il Gruppo Speleo del Pollino di Morano Calabro di cui faccio parte. Siamo diretti verso la cima del Monte Pollino, tutti legati da una corda invisibile, filamento di uno stesso tessuto forte e resistente. 
Quello del 29 novembre è stato uno dei 2300 eventi organizzati in 175 Paesi in occasione del Vertice ONU sul Clima di Parigi, in quella che è stata la più grande manifestazione per il Clima della storia. Il 29 novembre il mondo non ha avuto confini!
Immersi nell’immobile silenzio della montagna, solo il frusciare della neve che calpestiamo si oppone al silenzio totale. L'inverno in montagna porta dentro il senso dell'attesa. Nel regno della luce e della gioia tutto può accadere liberando la possibilità di sognare. 
Mentre saliamo la natura fa sentire forte il suo respiro, perle di ghiaccio, il soffio di cristalli che volano al vento dalla cresta. Dentro di noi il sangue affluisce al cuore in un pullulare di vita intensa, di attimi infiniti.
Sulla cima i nostri pensieri nel vento. Celebriamo la Terra e la sua fragile bellezza. Il nostro pianeta è una preziosa “casa” per tutti noi mortali. Abbiamo solo questo pianeta su cui vivere e bisogna averne cura di questo unico sistema in grado di mantenere la vita. 
Chi contempla la bellezza della Terra trova riserve di energie che dureranno finché vive. C’è una bellezza simbolica nelle luci dense e penetranti del cielo, nella nebbia che filtra una luce dolorosamente abbagliante, nel bocciolo chiuso pronto ad aprirsi, nell’intreccio misterioso di tutto l’amore. C’è qualcosa di infinitamente confortante nei ricorsi naturali: la sicurezza che l’alba seguirà alla notte e la primavera all’inverno. Un sacro mistero si manifesta nel mondo naturale. 
Quello di oggi è un sogno possibile, ancor più se intrecciato da emozioni profonde, con la montagna nel cuore. Anche la trasformazione della nostra società coinvolge il cuore e l’anima oltre che la ragione degli esseri umani. 
E’ tempo di riscrivere anche quei libri dove Dio dice all’uomo e alla donna: “Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra”. Il racconto della Genesi nel Nuovo Testamento forse ha trasmesso all’uomo occidentale un atteggiamento di dominazione nei confronti del Creato, contribuendo a formare la convinzione che la Terra sia a disposizione dell’uomo, come una rendita più che un capitale da amministrare saggiamente. 
Mentre scendiamo le nubi ribollono come in una caldera. Portiamo questo tempo dentro di noi, ultimi romantici che sospirano per la bellezza delle stagioni che cambiano. Il volto della Terra è simile al volto di un essere umano. Non dimentichiamo che siamo esseri di passaggio, viaggiatori su questo pianeta, dove nulla ci appartiene, perché abbiamo più bisogno noi della Natura che la Natura di noi. 
Il giorno muore in una grande pace, sul pianoro di Colle Gaudolino ascoltiamo il battito della Terra. E’ un battito antico, il suono è quello di un mondo che non aveva ancora questa forma.
Il giorno muore in una grande pace nell’infinito: “con tutti gli esseri e con tutte le cose noi saremo fratelli”.