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20 settembre 2015

Oltre l'orizzonte...



E se ci fosse qualcosa oltre l’orizzonte, dopo le nuvole? Cosa sono queste voci che sento, quasi come se venissero a cercarmi!
Sono le voci dell’anima della montagna, questo luogo fatto di spirito e di sublime grandezza tanto da penetrare tutti i sensi, capace di suscitare in me un fuoco dal profondo ed ampliare i miei orizzonti. Sono voci che si confondono con i passi ed il vociare di un’allegra comitiva,  ma anche con l’asprezza delle solitudini e i silenzi di un’escursione a due.
Procediamo come fossimo in un altro mondo, fatto di rampe e calate, venti tenaci e nubi lanose e sullo sfondo, all’improvviso,  luci solitarie che accendo spazi immensi. E’ l’anima del Pollino che si apre verso chi ha voglia di cimentarsi con le pietre vive, i boschi silenziosi, le luci che mutano, con i profumi che penetrano, i venti che sibilano tra le rocce, il freddo che percuote, con le emozioni dense che si aggrumano nella mente.
I filamenti delle nubi ti entrano dentro, come a frugarti nell’anima, il vento ti schianta e capisci fino a che punto sei pronto per fare questo salto nell’invisibile, un invisibile carico di profumi.
A volte la vita ci mette di fronte alle sfide che fanno parte del nostro viaggio, sfide che ci danno la possibilità di imparare o insegnare qualcosa, trarre da esse lezioni preziose.
La gioia sta dentro di noi, per ritrovarla nella natura serve poco, un po’ d’acqua, uno zaino e gli scarponi. La gioia dell’incontro ciascuno la può leggere solo nella propria anima. Risvegliare ciò che dorme è lo scopo di ogni incontro, per chi ha occhi diversi e sa osservare, scrutare paesaggi nuovi e particolari inaspettati. Luoghi che sono lì e ti aspettano per essere attraversati con l’innocenza di un bambino, l’entusiasmo di un ragazzo e l’attenzione di un adulto. E se abbandoni le paure più ami, ti fai luce e coraggio.
A volte è meglio avere la testa immersa tra le nuvole piuttosto che respirare l’aria  più tersa del quotidiano sotto le nuvole e credere di stare in paradiso.
Da giovane mi sentivo fichissimo e felice sotto le stelle, in mezzo ai boschi, sulla cima di una montagna, luoghi che mi aiutavano a guardarmi dentro e rendere di significato e di senso il mio adolescente cammino: la natura colmava i vuoti della mia giovinezza, vuoti sempre più grandi che non sapevo come riempire. 
Oggi vedo molti vuoti anche nei giovani che vengono con me in montagna, vuoti che in molti sanno come riempire, per questo ho fiducia ancora nel futuro, perché le montagne portano con sé la desolata malinconia e l’insopportabile bellezza dell’adolescenza.

24 maggio 2015

Con gli occhi del cuore



Un insieme di vite, di emozioni, di colori, di aria, profumi e luci per renderci conto che in fondo il mondo non lo osserviamo mai abbastanza ed attentamente.
Ogni squarcio una nuova luce, il cielo con le proprie nuvole disegna forme infinite, sul prato suoni, colori e profumi invadono il nostro cuore. Stiamo vivendo la vita nel cuore della natura, assaporandone ogni cosa, esercitando lo sguardo, gustando il paesaggio in ogni suo colore e suono.
Immergersi nella natura è innanzi tutto desiderio di libertà. Poi viene voglia di osservare, capire e magari condividere esperienze profonde e a volte inesprimibili.
Respiriamo il sapore della scoperta, mentre tra chiaroscuri e contrasti impariamo a muoverci in spazi cangianti, fuori da ogni traccia completamente immersi nella natura.
Cieli immensi, silenzi e spazi infiniti, trascorrere una giornata nella natura è un modo per recuperare energia e ritrovare se stessi perché incontrare la natura è una questione di sguardi, da esercitare con costanza e passione anche attraverso altri occhi. Perché nel bosco si può, accanto ai rumori del vento o al canto degli uccelli, trovare anche il silenzio.
Credo che i ragazzi di oggi siano meno stimolati, parlo di quelli stimoli di “ieri” attraverso la quale nella natura sconfinata tutta da esplorare e piena di odori e sapori ormai scomparsi ogni elemento per me diveniva un universo attraverso il quale sperimentarmi fisicamente, emotivamente e mentalmente.
Oggi i ragazzi sono impigriti da questa tecnologia che gli allena solo le dita continuamente impiegate a pigiare tasti, sempre più lontani dal mondo reale e sempre più immersi nel mondo rappresentato.
Oggi invece torniamo a casa felici, felici di aver osservato ed amato, felici di aver visto il mondo con gli occhi del cuore.