Acque spumeggianti e cristalline, farfalle come coriandoli nell’ari
a, rigogliose rampicanti
ricoprono tronchi e si attorcigliano a rami che non vedono cielo, liane si appoggiano ad altre piante avvinghiandole con un fitto intreccio.
Profumi primordiali si spandono nell’aria, sprazzi di luce qua e là ricordano l’inizio della vita mentre farfaracci dalle grandi foglie bevono da muschi ricoperti da stillicidi di gocce purissime. Lungo quella profonda ed intricata gola levigati massi ciclopici e tronchi
giganti rimangono lì a guardia del torrente, ad ogni piena vengono spostati dalla furia dell’acqua, parlano di forze incredibili, di correnti impetuose, gorghi terrificanti ed ostili.
L’acqua è gelida. L’aroma di erbe officinali penetra nei muscoli ispessiti dallo sforzo prolungato. Come un esploratore mi trovo sbalzato in un altro tempo e in un altro
luogo. Quando la gola si restringe spumeggianti ribollìi fatti di rilucenti cristalli danzano divertiti su grossi macigni, poi il corso del torrente si apre e dove arriva la luce placide conche celesti rubano frammenti di cielo.
L’acqua è gelida. L’aroma di erbe officinali penetra nei muscoli ispessiti dallo sforzo prolungato. Come un esploratore mi trovo sbalzato in un altro tempo e in un altro
Sento odore di sangue. Mi accorgo che un taglio profondo stilla sangue copioso dal gomito. Non ci bad
o più di tanto, Natale mi aiuta a stringere attorno al braccio un fazzoletto per evitare che alcune mosche ghiotte del
fluido vitale possano banchettare allegramente. Le mie braccia sono ricoperte da strisce sanguinanti provocate dal superamento di alcuni tratti intricati da rovi. Guariranno.
Quelle che non cicatrizzano sono le ferite inferte sul cuore dai graffi della vita. Sono ferite che non riescono a guarire. Restano per sempre, come segni su un tagliere.
Dove andrà quest’acqua! Quanto cammino dovrà ancora percorrere per trovare la pace nel mare dell’eternità!?
Come la nostra vita. Quanta strada ancora ci aspetta per arrivare (se arriveremo) al traguardo che ci attende. Sarà un traguardo? o un nuovo inizio? Sarà la fine di un dolore? o l’inizio di una nuova gioia? Quante domande!

Dove andrà quest’acqua! Quanto cammino dovrà ancora percorrere per trovare la pace nel mare dell’eternità!?
L’ultimo respiro di questo luogo meraviglioso lo raccolgo tutto nel cuore. Il Presidente si avvicina al cospetto della cascata Fauzofìli, il suo sguardo è avvinto da un dolore e allo stesso tempo da una gioia. In quello specchio d’acqua, alcuni anni fa, un pezzo di vita ci ha lasciato. In questo momento, in quella conca, tanti ricordi come pietre ammassate sul fondo risalgono leggeri come goccioline finissime. La gioia è dovuta alle carezze del vento fresco provocato da quel salto d’acqua meraviglioso ed al tempo stesso terrificante.
Mentre risaliamo lungo le pendici del Timpone i Fornelli, il vocìo del torrente muore nell’oscurità della valle. Nel vivo dei profumi della sera, nella tensione della carne arrossata, nei battiti del cuore, nello sforzo dei muscoli affaticati, nei respiri della mia anima, io, a differenza dell’acqua ritorno alla mia sorgente, alla Sorgente dell’Amore. Zampilli copiosi i suoi baci dissetano le mie radici e mi fanno vivere… in questo mondo ancora inesplorato.
Mentre risaliamo lungo le pendici del Timpone i Fornelli, il vocìo del torrente muore nell’oscurità della valle. Nel vivo dei profumi della sera, nella tensione della carne arrossata, nei battiti del cuore, nello sforzo dei muscoli affaticati, nei respiri della mia anima, io, a differenza dell’acqua ritorno alla mia sorgente, alla Sorgente dell’Amore. Zampilli copiosi i suoi baci dissetano le mie radici e mi fanno vivere… in questo mondo ancora inesplorato.