Il Viaggio…
Mi abbandono all’aria algida del mattino, mi preparo nel silenzio ovattato della montagna.
E’ bello il suono dell’attrezzatura prima della partenza, i rumori attutiti dal bianco immacolato della neve. Un unghia si scheggia mentre do un’ultima sistemata allo zaino, le mani sono già indurite dal gelo.
Tra poco inizierà un altro viaggio, fatto di altro sudore e di altra fatica. Tra poco inizierà un viaggio interiore, fatto di emozioni e di ricordi, di un istinto mai sopito. Raccoglierò tutta l’emozione che avrò da raccogliere, sapendo che quella che porterò con me sarà sempre poca di fronte a ciò che avrò vissuto e che saprò raccontare.
Mi abbandono all’aria algida del mattino, mi preparo nel silenzio ovattato della montagna.
E’ bello il suono dell’attrezzatura prima della partenza, i rumori attutiti dal bianco immacolato della neve. Un unghia si scheggia mentre do un’ultima sistemata allo zaino, le mani sono già indurite dal gelo.
Tra poco inizierà un altro viaggio, fatto di altro sudore e di altra fatica. Tra poco inizierà un viaggio interiore, fatto di emozioni e di ricordi, di un istinto mai sopito. Raccoglierò tutta l’emozione che avrò da raccogliere, sapendo che quella che porterò con me sarà sempre poca di fronte a ciò che avrò vissuto e che saprò raccontare.
L’andatura è tranquilla
, si discute del più e del meno: della nostra vita, dell’amore, delle donne, del sentimento che ci accomuna, della bellezza, dell’importanza di essere qui in questo momento. Il viaggio tra questa meravigliosa natura acquista un altro senso. L’essere primitivo che mi porto dentro risorge. In me tutto vivifica, la mia radice ha bisogno di ciò per vivere.
Il freddo è tanto sulla Nord del Pollino, l’ombra gelida della montagna ci ammanta e per me, che inizio ha sentire una fastidiosa insensibilità ai piedi, l’unica salvezza e raggiungere il sole. Su, su verso la cima.
La neve caduta insistentemente nei giorni scorsi, non si è ben compattata. Solo alcuni tratti sono ben ghiacciati, da non sprofondare. Un passo, un altro ed un altro ancora. Un momento per voltarmi. La nostra traccia, serpeggiando sotto di noi, disegna sulla neve un filo argenteo sottile e sinuoso, poi non la vedo più, viene coperta dalla sporgenza della parete. La nostra vita come un filo sottile e sinuoso. Quando viviamo c’è ne accorgiamo raramente, forse molti si accorgono di questo filo quando è troppo tardi. Eppure, sono le nostre scelte a determinare o condizionare quotidianamente lo spessore e la linearità di questo filo.
Silenzio, tacciamo, la Nord è un’ampolla di gelo. Sento in questo momento tendere il filo della mia vita, lo sento così forte.
Credo che il viaggio non sia la meta da raggiungere ad ogni costo. Perché non sempre ciò che cerchiamo si fa trovare. Il viaggio è fatto dalle emozioni e dalle sensazioni che raccogliamo lungo il cammino.
Oggi, nel mio scrigno di carne, ho racchiuso mille sussulti, mille istanti acciuffati, sentiti, completati, mille luccichii come battiti. Su questa cima…il cielo blu, i miei occhi hanno contemplato l’intreccio misterioso di tutto l’Amore.
, si discute del più e del meno: della nostra vita, dell’amore, delle donne, del sentimento che ci accomuna, della bellezza, dell’importanza di essere qui in questo momento. Il viaggio tra questa meravigliosa natura acquista un altro senso. L’essere primitivo che mi porto dentro risorge. In me tutto vivifica, la mia radice ha bisogno di ciò per vivere.Il freddo è tanto sulla Nord del Pollino, l’ombra gelida della montagna ci ammanta e per me, che inizio ha sentire una fastidiosa insensibilità ai piedi, l’unica salvezza e raggiungere il sole. Su, su verso la cima.
La neve caduta insistentemente nei giorni scorsi, non si è ben compattata. Solo alcuni tratti sono ben ghiacciati, da non sprofondare. Un passo, un altro ed un altro ancora. Un momento per voltarmi. La nostra traccia, serpeggiando sotto di noi, disegna sulla neve un filo argenteo sottile e sinuoso, poi non la vedo più, viene coperta dalla sporgenza della parete. La nostra vita come un filo sottile e sinuoso. Quando viviamo c’è ne accorgiamo raramente, forse molti si accorgono di questo filo quando è troppo tardi. Eppure, sono le nostre scelte a determinare o condizionare quotidianamente lo spessore e la linearità di questo filo.
Silenzio, tacciamo, la Nord è un’ampolla di gelo. Sento in questo momento tendere il filo della mia vita, lo sento così forte.
Credo che il viaggio non sia la meta da raggiungere ad ogni costo. Perché non sempre ciò che cerchiamo si fa trovare. Il viaggio è fatto dalle emozioni e dalle sensazioni che raccogliamo lungo il cammino.

Oggi, nel mio scrigno di carne, ho racchiuso mille sussulti, mille istanti acciuffati, sentiti, completati, mille luccichii come battiti. Su questa cima…il cielo blu, i miei occhi hanno contemplato l’intreccio misterioso di tutto l’Amore.
E’ quasi sera ormai, quando ripartiamo da Colle Gaudolino. Salvatore va avanti, io indugio, annuso l’aria ormai priva del tenero, leggero tepore del sole. La luce del tramonto, come una fiamma di Dio, incendia il versante occidentale del Monte Pollino…sono già in viaggio. La mia vita è il viaggio. Nel freddo sento qualcosa che rimane accanto a me… a scaldarmi.
